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Associazione S H E N M I N G - Tui-Na
IL QI GONG TRA ALCHIMIA INTERIORE E MEDICINA
Il
rapporto tra pratica terapeutica ed elevazione spirituale nelle
discipline energetiche è un rapporto sconosciuto in
Occidente ma diffuso nelle culture dell’estremo Oriente. Si
tratta di un tema tanto affascinante quanto ancora in buona parte
inesplorato; ovviamente, la causa di ciò è da
ascriversi all’abisso tra le due culture e alle conseguenze
della diffidenza da questo prodotta., sia in ambito medico che a
livello istituzionale.
Per
fortuna, le cose stanno sia pur gradualmente cambiando ed il Qigong,
anche in Italia, comincia ad essere conosciuto, apprezzato e praticato.
L’assenza di un quadro normativo non rende
impossibile la presenza di operatori non sufficientemente
qualificati e non aiuta i veri professionisti; nonostante ciò,
comunque, l’utenza è sempre più in
grado di apprezzare i benefici che la pratica del Qigong
apporta. Tali benefici sono spesso riscontrabili anche dopo un
periodo di pratica relativamente breve. Nella gran maggioranza dei
casi, gli esercizi sono alla portata di tutti, compresi anziani e
malati, che migliorano rapidamente il loro stato di salute,
com’è possibile verificare con riscontri oggettivi.
La
difficoltà maggiore è data piuttosto dal lavoro
mentale nel Qigong, dall’ottenimento del rilassamento, dalla
reale percezione del Qi e dalla possibilità di farlo
circolare liberamente in maniera cosciente prima e automatica
poi. Questa è la vera essenza del Qigong, che non
necessita più di tanti movimenti fisici ma agisce potentemente
ad ogni livello, dentro e fuori il corpo. La dimensione a questo punto
cambia ed evidentemente travalica l’ambito strettamente
terapeutico ed invade, in quanto energia raffinata, la sfera spirituale
senza sconfinare necessariamente in quella religiosa.
Per
capire meglio questo punto occorre risalire alle origini del Qigong, le
cui pratiche più antiche datano ad oltre cinquemila anni fa. La
Medicina Cinese è nata dall’osservazione empirica e
così il Qigong: ad un certo momento ci si accorse che certi
movimenti, sotto forma di danza o altro, certi suoni o un determinato
modo di respirare erano in grado di migliorare la salute. Famoso, a
questo proposito, è il rotolo di seta di Mawangdui, risalente al
III secolo a.C., nel quale vengono illustrati 44 disegni di figure
umane che eseguono ginnastiche mediche con i disturbi che intendono
curare. In seguito, gli antichi cinesi verificarono anche che il
Qigong (usiamo per comodità un termine che in realtà in
Cina è divenuto d’uso corrente solo a partire dalla
dinastia Qing 1644-1911) aveva delle potenzialità applicative
molto più ampie. Per esempio, chi ha raggiunto un alto livello
nella pratica, è in grado di usare l’energia ottenuta per
curare gli altri. Non solo; i taoisti usavano il Qigong per
indagare le leggi celesti, fare previsioni sulle calamità
naturali e sull’uomo stesso. Il Qigong permise loro di
approfondire la conoscenza in tre fondamentali campi di indagine: il
Cielo, la Terra e l’Uomo. In altre parole, consentì
di comprendere le leggi che regolano l’Universo. Questo
è in costante mutamento, ma sempre è indispensabile
ricercare la massima armonia tra microcosmo (Uomo) e macrocosmo
(Cielo e Terra). Tradotto in termini di MTC, ogni qualvolta si
rompe quest’armonia dinamica, insorge la malattia.
Occorreva
allora ricercare i mezzi per un benessere duraturo; ebbe così
inizio la ricerca alchemica, tra la fine dell’epoca Tang
(618-907) e l’inizio della dinastia Song (960- 1279). Di due tipi
le metodologie adottate a questo fine: l’alchimia esterna
(waidan) e quella interna (neidan), non contrapposte ma complementari.
L’alchimia
esterna si serviva principalmente di erbe o minerali per la produzione
dell’elisir, mentre quella interna considerava il corpo umano un
laboratorio alchemico che può permettere di raggiungere
l’immortalità tramite determinate tecniche mentali,
fisiche e respiratorie. Per immortalità non si intendeva solo
una lunga vita ma un processo di purificazione che consentisse
l’elevazione dell’essere umano e la sua unione armonica con
l’Universo.
Nel
processo di raffinazione alchemica distinguiamo tre forme di energia:
l’Essenza (Jing), il Soffio (Qi) e l’energia spirituale
(Shen). Tramite una corretta respirazione effettuata in uno stato di
quiete profonda e con una postura adeguata, il Jing si
trasforma in Qi e questo in Shen. C’è poi un ultimo stadio
che è costituito dalla raffinazione dello Shen per tornare al
Vuoto (Xu). Vuoto naturalmente non significa inesistente ma anzi
estremamente chiaro, al punto che la coscienza diventa onniscienza.
Anche
“solo” da un punto di vista terapeutico, comunque, è
stato dimostrato che la stimolazione operata dalla mente sul Dan Tian
inferiore produce effetti diretti sui sistemi nervoso ed endocrino,
regolando la funzionalità degli organi interni. Poiché
quando si fa scendere il Qi nel Dan Tian si usa la respirazione
addominale profonda, si fa compiere al diaframma un pronunciato
movimento in alto e in basso che provoca un massaggio degli organi
interni dell’addome con il conseguente miglioramento dei sistemi
digestivo, riproduttivo, urinario ed endocrino. Ma portare
l’attenzione sul Dan Tian inferiore induce anche un profondo
stato di quiete, che è in realtà la premessa
indispensabile per fare progressi veri nella pratica del Qigong.
Sono
stati effettuati esperimenti che hanno rilevato livelli molto bassi nel
metabolismo basale degli esperti di Qigong. In essi il consumo
cerebrale di ossigeno, nello stato di tranquillità, è
inferiore di circa il sedici per cento a quello dello stato di
coscienza ordinaria, e il livello metabolico di noradrenalina è
intorno al sessanta per cento di quello di una persona normale. Molto
interessanti anche i risultati degli esperimenti fatti con
l’elettroencefalogramma: nei maestri esperti, per esempio, sono
state evidenziate onde alfa più ampie, meno frequenti e
più regolari nel ritmo di quelle di un non praticante. Questo
permette a chi fa Qigong di migliorare le funzioni cerebrali e di
conseguenza il sistema vegetativo. Altri test hanno evidenziato gli
effetti positivi del Qigong sul sistema respiratorio, sul digerente,
l’endocrino e l’immunitario. Fin dagli anni cinquanta sono
stati effettuati in Cina studi comparativi tra praticanti di Qigong e
non praticanti e si è constatato che i primi presentavano
parametri migliori sia nei risultati di eeg ed ecg sia per quanto
riguarda l’appetito, il sonno, l’andatura, la vista e
l’udito. Migliore era anche lo stato dei loro denti, della pelle,
dei capelli, della memoria, delle facoltà mentali e della
capacità lavorativa.
In
definitiva, è ormai scientificamente dimostrato che il Qigong
permette di contrastare il processo d’invecchiamento. Spesso
allungando la vita, sempre comunque migliorandone la
qualità anche grazie alla prevenzione che riesce ad
operare. L’uso della mente negli esercizi permette inoltre di
trovare quello stato di tranquillità che migliora le funzioni
cerebrali e placa le emozioni, che a lungo andare potrebbero produrre
seri danni agli organi, come ormai riconosce anche la moderna
Psiconeuroimmunologian e come afferma la Nuova Medicina del dottor
Hamer.
Al
di là dell’importanza della pratica personale, è
inoltre interessante constatare che i taoisti erano arrivati, grazie
alla pratica del Qigong, a conclusioni cui la scienza occidentale
è giunta solo un secolo fa con la teoria della relatività
e la meccanica quantistica. Oggi, ad esempio, non viene
più contestato il rapporto stretto tra Vuoto e Materia, la loro
complementarietà e interconnessione; tuttavia, da parte di certi
ambienti accademici esistono ancora rifiuti aprioristici ad accogliere
quanto accertato da scienziati non solo cinesi sulla formazione ed
emissione di energia da parte degli esperti di Qigong. Infine,
ricordiamo che chi raggiunge un alto livello di pratica
può curare e guarire mediante l’emissione del Qi, e anche
questo è stato dimostrato in più occasioni da esperimenti
scientifici. E’ bene comunque ricordare che il raggiungimento di
un alto livello non è frutto solo di un allenamento costante, ma
anche di equilibrio interiore e di un cuore retto. E’ questa
imprescendibilità di “pulizia del cuore e purezza
d’intenti” a fare del Qigong non solo un ottimo strumento
per la prevenzione e la cura di molte patologie, ma anche un
eccezionale metodo di autoelevazione spirituale.
Fabrizio Bencini
Maggio 2004
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