Durante l’infanzia Wang Xiangzhai era debole e di salute gracile. Per questo motivo I suoi genitori decisero che avrebbe dovuto praticare arti marziali per rafforzare il fisico e migliorare lo stato di salute. Poichè le famiglie Wang e Guo erano imparentate, il padre di Wang Xiangzhai chiese a Guo Yunshen, famoso maestro xingyiquan (hsing-i ch'uan), se era disponibile a insegnare al ragazzo, ma Guo rifiutò, dicendo di essere troppo vecchio per insegnare ad un nuovo allievo. In seguito però un amico di entrambe le famiglie convinse Guo a insegnare al piccolo Wang. Uno dei tanti racconti narra di una volta che Guo aveva freddo ma nonostante ciò uscì senza cappotto; Wang si preoccupò della salute del suo maestro, prese il soprabito e andò a cercare Guo. Finalmente lo trovò in un posto tranquillo che faceva alcuni strani esercizi, molto diversi da quelli che solitamente Guo inegnava. Wang, meravigliato, fissò Guo, che stava immobile in una singolare posizione, che Wang non aveva mai visto prima. A un certo punto Guo sentì qualcosa e si guardò intorno. Egli vide il suo piccolo allievo, che gli portava il cappotto. Guo si commosse molto e da allora in poi cominciò a trattare il ragazzo in modo molto diverso, insegnandogli l’essenza che era solitamente mantenuta segreta.
Nel 1898, uno degli allievi di Guo, capo di un’associazione di guardie di convogli mercantili a Baoding chiese a Guo di far parte di uno di questi convogli. In seguito uno di questi convogli venne attaccato e tutta la merce rubata, e così la reputazione di questa associazione subì un duro colpo. La presenza di Guo Yunshen avrebbe dovuto tenere lontani potenziali rapinatori, e avrebbe dovuto contribuire a convincere i mercanti di usufruire dei servizi di quella associazione. Ma poichè Guo era molto anziano, mandò il piccolo Wang con una lettera, nella quale spiegava il suo rifiuto, e suggeriva di assumere il ragazzo per prendere parte al convoglio. Mentre il capo leggeva la lettera, Wang aspettava nel salone guardando le armi nelle rastrelliere, dalle quali prese un bastone di legno. Un membro dell’associazione lo vide e immediatamente andò dal capo a riferire l’accaduto. Di solito quando qualcuno esterno all’associazione toccava una di quelle armi, ciò era considerato come una sfida. Il capo si precipitò fuori dalla sua stanza, e rendendosi conto che quella non era l’intenzione del ragazzo, lo afferrò per i polsi gridando: "Ma che stai facendo ragazzo?!" Wang dette solo un piccolo strattone e l’uomo venne gettato a terra. Quando si rialzò, lodò il ragazzo: "Eccellente! Vedo che il nostro maestro ti ha trasmesso il vero kung-fu. Dovresti rimanere con noi ed insegnarci questa tecnica". Quando Wang tornò da Guo, gli fece un dettagliato resoconto dell’accaduto. Guo, sorridendo, disse: "Loro non praticano lo zhan zhuang, come potrebbero essere in grado di sviluppare questo genere di forza?"
Nel 1907 Wang subendo l’influenza di un suo parente divenne un patito del gioco d’azzardo. Dopo uno dei tanti litigi con i genitori, molto turbati dalla passione del figlio per il gioco, Wang se ne andò da casa e insieme al parente di cui sopra andò a Pechino. Per strada, vinti dalla fame e dalla sete, mendicarono per procurarsi da mangiare. Un venditore di baozi (involtini al vapore) li aiutò, e dette loro anche una lettera di presentazione per un amico che faceva il soldato a Pechino. Così cominciò la carriera militare di Wang Xiangzhai. All’inizio Wang era solo un aiutante in cucina che andava a prendere l’acque, tagliava la legna ecc. Una volta, mentre stava portando dei secchi d’acqua, un soldato gli fece lo sgambetto. Wang accelerò il passo e proseguì senza versare una goccia d’acqua. E fu il soldato a cadere, non trovando la resistenza che si aspettava. Uno degli ufficiali vide tutto e sospettando che Wang avesse una certa abilità nel combattimento, glielo chiese e Wang gli parlò dei suoi studi sotto la guida di Guo Yunshen. Qualche tempo dopo Wang sposò Wu Suzhen – la figlia di quell’ufficiale, e fu proprio lei a insegnargli a leggere e a scrivere. Wang in cambio insegnò a sua moglie lo xingyiquan. Le figlie Yuzhen, e Yufang e il figlio Daozhuang sono nati tutti da questo matrimonio.
Nel 1913 Wang era già molto famoso nei circoli di arti marziali di Pechino. L’alto ufficiale Xu Shuzheng su richiesta di Yuan Shikai diventato poi presidente della Repubblica Cinese dopo Sun Yatsen (Sun Zhongshan), allestì un banchetto durante il quale venne organizzato un combattimento tra Wang Xiangzhai e Li Ruidong per il titolo di principale maestro di arti marziali a Pechino. Li Ruidong era istruttore di combattimento delle guardie presidenziali, fondatore dello stile Li di taijiquan, appreso da Wang Lanting (allievo di Yang Luchan), wuxingchui da un monaco Longchan. Aveva imparato anche alcuni stili del gruppo di Wudang, la lotta shuai-jiao e altri sistemi. Sia Wang che Li non avevano davvero intenzione di combattere, ma siccome dipendevano da ufficiali più alti in grado, avevano paura a rifiutarsi. Wang arrivò per primo e aspettò Li all’ingresso. Quando Li arrivò, Wang gli dette il benvenuto e gli chiese di entrare per primo. Li fece un gesto lasciando che fosse Wang a entrare per primo. A un certo momento si toccarono le braccia l’uno dell’altro. A Li si piegarono le ginocchia ed era sul punto di cadere, ma Wang lo sorresse. Nessuno all’infuori di Wang e Li si rese conto che si trattava solo di una gara di tui shou, il cui esito era chiaro ad entrambi. Entrarono nella sala, ma Li disse di non sentirsi bene, e che doveva uscire un momento. Non tornò più indietro. Subito dopo lasciò Pechino e Wang rimpianse per tutta la vita l’accaduto. Disse sempre che Li Ruidong e I suoi allievi erano davvero molto bravi.
Nel 1918 Wang lasciò Pechino e andò verso il Sud alla ricerca dei più grandi maestri di arti marziali. Dapprima andò al Tempio di Shaolin dove imparò lo xinyiba (un metodo legato allo xingyiquan) dal monaco Henglin (noto anche con il nome di Changlin o di Xianglin – in seguito Doshin So, fondatore dello Shorinji Kempo). Poi nella provincia di Hunan incontrò l’eccentrico maestro Jie Tiefu, noto con il soprannome di Jie il Pazzo. Combatterono dieci volte e Wang, sconfitto ogni volta, suggerì l’uso delle armi. Jie replicò: "L’arma è solo un’estensione del corpo. Se non puoi avere la meglio su di me senza armi, con le armi sarà la stessa cosa." Usarono I bastoni di legno e Wang venne sconfitto un’altra volta. Wang pieno di vergogna manifestò l’intenzione di andarsene, ma Jie disse: "Perché mai? Farai pratica per tre anni, e poi tornerai a combattere di nuovo con me? Meglio che tu rimanga qui. Possiamo insegnare l’uno all’altro. Ho incontrato tanti buoni combattenti, ma tu sei il migliore di tutti." Wang imparò da Jie per più di un anno, e questo fu molto importante per gli sviluppi successivi dell’arte marziale di Wang. Al momento di partire Jie disse a Wang che per quanto riguardava il sud non era sicuro, ma nel nord dello Yangtzi sicuramente non c’era nessuno alla sua altezza. In seguito, negli anni ‘40 un uomo di mezza età arrivò a Pechino affermando di essere il nipote di Tiefu. Era venuto per dire che Jie nel suo testamento lo aveva incaricato di verificare che i suoi insegnamenti venissero tramandati. Wang Xiangzhai chiese a uno dei suoi allievi - Yao Zongxun (poi successore di Wang) di mostrare ciò di cui era capace. Il nipote di Jie Tiefu disse allora che suo zio ne sarebbe stato orgoglioso.
Nel 1923 Wang Xiangzhai insieme a Xu Shuzheng andò nella provincia di Fujian e divenne istruttore di arti marziali nell’esercito di quella provincia. Lì si battè con Fang Qiazhuang, un maestro dello stile del sud della gru Bianca. Su dieci combattimenti Wang ne perse sei. Ma Fang disse di non considerarsi vincitore, perchè la differenza tra i loro livelli di capacità era minima. In quello stesso anno Wang incontrò un altro maestro dello stile della gru bianca - Jin Shaofeng, con il quale fece pratica e disputò parecchi combattimenti.
Nel 1928 Wang, insieme a Zhang Zhankui (un maestro di xingyiquan che veniva da Tianjin) andò a Hangzhou, dove fu arbitro in gare di wushu (guoshu). Allora, invitato da Qian Yantang (allievo di Guo Yunshen), Wang andò a Shanghai. Qian organizzò un banchetto in onore di Wang durante il quale gli chiese di fare un incontro amichevole. Wang tentò di rifiutare, perchè non voleva che Qian facesse brutta figura in presenza di altre persone. Ma di fronte all’insistenza di Qian, Wang accettò dicendo: "Se il fratello maggiore (intendendo la maggiore anzianità nella scuola di Guo Yunshen) vuole vedere quello che so fare, io gli chiederò di sedersi su quel divano." Questo voleva dire che Wang sarebbe stato capace di scagliare Qian su quel divano, qualsiasi cosa Qian avesse fatto. Qian attaccò Wang col beng quan. Wang fece un veloce, breve movimento, mettendo il palmo della mano sul pugno di Qian, e Qian fu immediatamente scaraventato in alto e atterrò sul divano. Dopo un po’ di tempo Qian, molto turbato, con le lacrime agli occhi, disse: "Dopo così tanti anni mi sento come se io avessi incontrato di nuovo il nostro maestro. Sono davvero contento che egli abbia un vero successore." Wang rimase a vivere a casa di Qian, che presto organizzò un altro ricevimento invitando molti maestri famosi. Uno di loro era Wu Yihui, un maestro di liuhebafa (liu ho pa fa), di cui Wang parlò in seguito come di uno dei più grandi maestri di arti marziali di tutta la Cina.
Il campione del mondo dei pesi leggeri, l’ungherese Yingge (nome nella trascrizione cinese pinyin) che insegnava boxe presso l’Unione Giovanile di Shanghai continuava a dire ai suoi studenti che le arti marziali cinesi non avevano un uso pratico. Wang lo sfidò. Quando le loro braccia si toccarono, Yingge venne scaraventato lontano e fatto cadere. In seguito il resoconto di Yingge su questo combattimento fu pubblicato sul "Times" di Londra.
A Wang Xiangzhai piaceva moltissimo l’opera kunqu, e un altro appassionato era Jin Qiliang, maestro di tan tui (stile delle gambe elastiche). Wang e Jin andavano spesso insieme a teatro e discutevano degli spettacoli, ma Jin non sapeva che Wang era un maestro di arti marziali. Un giorno Jin andò a far visita a Wang e parlarono di pittura, di poesia e dell’opera kunqu. Fu allora che Jin disse a Wang che lo trovava molto gracile, e che sarebbe stato opportuno magari iniziare ad imparare un’arte marziale per rafforzare il fisico e migliorare lo stato di salute. Wang rispose che gli sarebbe piaciuto imparare, ma così lontano non avrebbe saputo come trovare un insegnante e Jin si offrì quindi di fargli da maestro . Wang disse che gli sarebbe piaciuto imparare il combattimento, non le forme, e chiese a Jin se era in grado di combattere. Jin ridendo disse che gli avrebbe dato una dimostrazione. Andò a prendere un mattone, e stringendolo nella mano sinistra, lo spaccò col taglio della destra, e chiese a Wang il suo parere. Wang disse che un colpo simile, anche se aveva spaccato un mattone, non avrebbe recato gran danno a una persona e disse anche che una volta aveva imparato una tecnica per ricevere colpi e suggerì a Jin di colpirlo. Rimanendo seduto, Wang si girò su se stesso, dando la schiena a Jin,. che aveva paura di poter fare del male a Wang, ma Wang insistette per farsi colpire alla schiena da Jin. Jin dette un pugno ma senza usare tutta la sua forza. Naturalmente non riuscì a colpire Wang e così Jin chiese di potere tentare un’altra volta. Wang accettò. Stavolta Jin adoperò tutta la sua potenza. La schiena di Wang si mosse appena e Jin venne scaraventato lontano come se fosse rimbalzato su una molla. Fu allora che Jin comprese che Wang era un maestro superiore a lui. In quel momento arrivò un amico di Wang il famoso pittore Li Kuchan che conosceva anche Li, il quale, eccitatissimo gli raccontò quello che era appena accaduto. Li naturalmente sapeva quale grande maestro fosse Wang e disse a Jin: "Ho sentito dire che tu sei famoso per le tecniche dei calci. Magari ci proverai ancora, ma usando le gambe?" Wang, che stava sorseggiando il tè, guardò appena Li che sorrideva. Jin dette un calcio potente e venne scagliato di nuovo lontano come lanciato da una molla. Ma dalla tazza di tè di Wang non si versò nemmeno una goccia.
Shang Yunxiang, allievo di Li Cunyi e fondatore dello stile Shang di xingyiquan era uno degli amici più intimi di Wang. Quando Shang viveva nei locali del tempio del Dio Fuoco, Wang andava spesso a trovarlo, e praticavano insieme. Una volta, facendo tui shou, Shang venne sollevato in alto sopra il pavimento, colpendo quasi il soffitto con la testa. Quando ricadde, attonito, guardò Wang meravigliato quanto lui. Shang chiese a Wang di rifarlo. Wang disse: "se lo facessi consapevolemente, con l’intenzione di farlo, non ci riuscirei. Come Guo diceva sempre, quando c’è la forma e l’intenzione non è ancora vera abilità. Quando la tecnica raggiunge il livello di non-intenzione, avviene il miracolo." Wang rese omaggio alla capacità di Shang e diceva sempre ai suoi allievi che la forza di Shang era diecimila volte più potente della loro. "Quando egli usa la sua forza potente, questa è come un grosso barile, quando usa una forza leggera, è come un ditino. La nostra forza può essere paragonata a una ciotola di riso."
Hong Lianshun, un maestro di xingyiquan e di tantui era molto famoso a Pechino. Quando Hong sentì della grande bravura di Wang andò a sfidarlo. Ma quando vide quest’uomo magro, apparentemente gracile, decise che non era il caso di combattere con lui, perché avrebbe rischiato di ucciderlo con un pugno, però mentre stava per andarsene Wang gli disse che magari in seguito avrebbero potuto confrontare la loro abilità. Hong decise allora di dargli alcuni dimostrazioni e si esibì splendidamente in una forma e spinse il muro con il palmo della mano, dolcemente almeno così sembrava, ma facendo tremare tutta la casa, dopo avere colpito il muro con le dita del piede ricurve Molto compiaciuto Hong chiese a Wang che cosa ne pensasse. Non si aspettava certo la risposta che seguì. Wang disse che la bravura di Hong era finalizzata a una dimostrazione e non al combattimento. In questa situazione non c’era altra possibilità se non la lotta. Hong attaccò, ma Wang intercettò l’attacco e scaraventò Hong, "a sedere" su un divano come aveva fatto con Qian Guantang a Shanghai. Wang propose di riprovare, affermando di riuscire a farlo “sedere” sul divano una seconda volta. Hong, come egli stesso ebbe a dire in seguito, cercò di tenersi lontano dal divano, ma tutto finì esattamente come la volta precedente. Hong diventò allievo di Wang insieme a tutti I suoi stessi allievi, tra cui Yao Zongxun (1917-1985), successore di Wang.
Nel 1940, Wu Peiqing – un maestro di xingyiquan arrivò a Pechino dalla provincia di Shanxi, proclamandosi da solo il vero depositario dello xingyiquan. Wu aveva imparato lo xingyiquan da Li Fuzhen, allievo a sua volta di Che Yizhai. Che Yizhai e Guo Yunshen erano stati entrambi allievi di Li Luoneng (Li Nengran). Poiché Wang Xiangzhai era l’esponente più famoso della scuola di Guo Yunshen, Wu lo sfidò, ma Wang stabili che fosse il suo allievo Yao Zongxun a combattere al posto suo. Wu si dichiarò d’accordo e i preparativi per il combattimento nei locali del Tempio del Dio Fuoco (vicino al cancello Chongwenmen) cominciarono. Wu invitò molti famosi maestri di arti marziali perchè assistessero alla sua vittoria. Dopo il rituale inchino di inizio, Wu attaccò con lo zuanquan. Yao intercettò l’attacco con la mano sinistra e col palmo della destra colpì il mento di Wu, fermando il movimento all’ultimo momento. Wu rimase sorpreso dalla velocità de Yao, ma erroneamente pensò che Yao avesse solo velocità, ma non la potenza, nelle sue tecniche. Quando Wu attaccò col piquan, Yao schivò il colpo e contemporaneamente attaccò il braccio di Wu, e usando la cosiddetta forza elastica (tan jin) lo scaraventò così lontano, da atterrare in mezzo agli spettatori. Wu capì che il suo avversario era molto più in gamba di lui, ma non riusciva ad accettare di essere sconfitto davanti a tutti i maestri che aveva invitato. Così attaccò di nuovo. Yao neutralizzò la sua mossa e colpì Wu alle costole, ma fermò il pugno per non ferire l’avversario. Wu approfittò di questo momento per attaccare con le dita Yao alla gola. Yao con la velocità di un fulmine si scansò un po’, neutralizzò l’attacco, e colpì Wu in faccia con un pugno. Prima che gli spettatori si rendessero conto di cosa era successo, Wu giaceva sul pavimento,tramortito e sanguinante dalla bocca. Quattro denti erano sul pavimento accanto a lui. Yao si fece avanti con l’intenzione di aiutare Wu a rialzarsi. In quel momento venne attaccato alle spalle da un amico di Wu. Yao si accorse dell’attacco e con un movimento circolare si mise di fronte all’avversario. Allo stesso tempo Han Xingqiao (un altro dei migliori allievi di Wang Xiangzhai), vedendo cosa stava succedendo, fu così bravo da precipitarsi sull’assalitore e di scagliarlo contro il muro. Una rissa totale fu scongiurata solo dalla presenza dei maestri.
Quando Kenichi Sawai (all’epoca 5° dan di judo, 4° dan di kendo) andò da Wang, che viveva a Zhongnanhai, Wang stava spazzando il cortile. Sawai chiese se Wang Xiangzhai fosse in casa e Wang rispose che in quel momento si trovava fuori. Sawai disse allora che l’avrebbe aspettato. Dopo un po’ Sawai chiese a Wang, che lui aveva scambiato per un servo, se praticava arti marziali, al che Wang rispose di praticarle un po’. Sawai propose una sfida e Wang accettò. Sawai afferrò Wang per le mani, cercando di lanciarlo. Wang con un leggero movimento fece cadere Sawai in ginocchio. Allora Sawai chiese se l’uomo non fosse proprio Wang Xiangzhai. Wang sorrise e annuì. Sawai chiese di potere disputare un’altra gara. Naturalmente venne sconfitto di nuovo. Dopo molti altri tentativi, con lo stesso risultato, Sawai propose di usare le spade. Sawai ne aveva una di bambù, e Wang un corto bastone di legno. Wang vinse ancora, e disse a Sawai che cosa gli aveva detto una volta Jie Tiefu: "Le armi sono solo un’estensione del corpo."
Nel 1941, quando Wang Xiangzhai a casa di Yao Zongxun parlava di pittura e di poesia col famoso pittoreQi Baishi, Sawai arrivò con un altro giapponese. Era un uomo imponente e sembrava molto importante. La cosa che stupì tutti quanti era che quell’uomo aveva in braccio un gallo. Sawai lo presentò come un istruttore di arti marziali nell’esercito giapponese, il famoso maestro di judo Riye (nome nella trascrizione cinese pinyin). Riye disse che Sawai gli aveva parlato della grande abilità di Wang, ma non riusciva a crederci, e così era venuto di persona per fare un combattimento. Wang accettò e gli chiese a cosa mai servisse il gallo. Riye rispose: "quando ho sentito Sawai parlare della tua bravura, ho pensato che si trattasse di magia nera. Questo gallo mi protegge contro i poteri magici" – quindi tagliò il collo al gallo e col suo sangue disegnò un cerchio per terra - "Ci batteremo all’interno di questo cerchio. Qui I tuoi poteri magici non avranno valore". Wang sorrise: "Io conosco solo l’arte marziale, e non so niente di varie magie. O.K., possiamo batterci dentro questo cerchio". Allora entrò nel cerchio e rimase tranquillamente in piedi con gli occhi chiusi. Riye vedendo ciò disse che lo avrebbe attaccato. Wang sorrise e aprì gli occhi, con uno sguardo terrificante. Riye attaccò con la mano destra. Wang schiaffeggiò leggermente il polso di Riye, che urlò per la paura e venne gettato lontano, con la schiena contro il tronco di un albero, sui cui rami Yao Zongxun aveva appeso i sacchi da allenamento. Riye cadde, privo di conoscenza. Sawai, atterrito non sapeva cosa fare. Wang disse al suo allievo Dou Shiming, di versare dell’acqua su quell’uomo. E in effetti Riye riprese conoscenza. Sawai voleva aiutarlo a rialzarsi, ma Riye gli disse di non toccarlo, perchè il cuore gli stava battendo all’impazzzata. Dopo un po’ cominciò a ripetere: "Stregoneria, stregoneria". In seguito quando Sawai lo aiutò ad alzarsi disse che davvero ammirava Wang, e se ne andò insieme a Sawai.
All’innizio degli anni ’40 un famoso campione italiano di boxe, Jiemushi nella trascrizione cinese pinyin del nome, arrivò a Pechino. Quando sentì parlare di Wang Xiangzhai, andò a fargli visita e a proporgli un incontro. L’italiano, nella guardia tipica della boxe aspettava il momento buono per attaccare. Wang mosse leggermente una mano in alto e lentamente la fece scendere verso il pugile, con uno ‘sguardo velenoso’ negli occhi. Ciò influì così profondamente sulla psiche dell’italiano che per lui fu molto difficile continuare a battersi. Ma tirò un sinistro e un gancio destro subito dopo. Wang schivò e attaccò l’avambraccio del pugile col palmo della mano. Il pugile perse immediatamente l’equilibrio e cadde, ma non era ancora convinto. Egli pensava che Wang possedesse una tecnica migliore, ma non sarebbe riuscito a vincere contro la sua forza. Così Wang gli lasciò colpire pancia e costole. Jiemushi, vedendo che quei pugni non avevano effetto su Wang, immediatamente lo attaccò sotto la cintura con un pugno terribilmente potente. Wang ricevette il pugno e l’italiano venne scagliato lontano, atterrando con i polsi slogati.
Batian Yilang (trascrizione cinese pinyin) – 8° dan, era un maestro di judo conosciuto in tutto il sudest asiatico. Aveva sentito parlare parecchio di Wang Xiangzhai, ma non credeva ai racconti. Quando seppe che sul giornale "Shibao" era stato pubblicato un testo in cui Wang diceva che sebbene la boxe occidentale e il judo giapponese avessero degli spunti apprezzabili comunque non consideravano la forza complessiva. Batian decise di incontrare Wang e di provargli il valore del judo. Scrisse una lettera a Wang con la quale lo invitava in un ristorante di stile europeo. Wang accettò l’invito,, comprendendo che si trattava di una sfida. Quando Wang entrò nel ristorante, gli venne incontro un uomo grande e grosso che lo guardava come un guerriero. Wang non ebbe dubbi sul fatto che si trattava di Batian Yilang. Batian, vedendo il piccolo, magro Wang, pensò che la sua fama non fosse giustificata. Salutò Wang freddamente, ed entrarono nella saletta riservata da Batian. Dopo che ebbero servito gli antipasti, Batian disse di essere molto contento di incontrare Wang, e avrebbe avuto piacere di bere qualcosa con lui e diventare amici, e seguire anche una sua lezione. Wang disse che non era abituato all’alcol, e per quanto riguardava la lezione entrambi potevano imparare qualcosa l’uno dall’altro. Fu allora che Batian chiese molto chiaramente dove e quando avrebbero potuto battersi. Wang disse che poteva essere subito e nel luogo dove si trovavano. Batian cercò di afferrare Wang per gettarlo a terra, ma prima che fosse in grado di farlo Wang era già dietro a lui, spingendolo fino a farlo cadere. Batian si alzò e lo attaccò di nuovo. Wang schivò rapidamente e colpì Batian alle costole. Batian cercò di bloccarlo, ma quando il suo braccio toccò la mano di Wang, egli venne gettato lontano, come se fosse caduto su una molla, volando indietro e in alto. Cadde su una tavolino che andò in pezzi. Ma immediatamente saltò su e tentò di afferrare Wang per le gambe. Wang non solo non lo schivò, ma come di proposito sollevò le gambe, per rendere più facile la presa a Batian. Ma quando Batian cercò di tirare Wang per le gambe e di tirarlo giù, i piedi di Wang erano già sulla pancia di Batian, e Batian venne spinto lontano e buttato giù. Allora Batian chiese a Wang come avesse fatto dal momento che lui teneva stretti i polsi di Wang stesso. Wang si lasciò afferrare da Batian entrambi I polsi, e quindi all’improvviso rilasciò la forza di tutto il corpo, scaraventando Batian lontano, tanto da farlo sbattere contro il muro facendolo tremare.
Una volta, sul finire degli anni ‘40, quando Wang stava facendo lezione in un parco di Pechino, arrivò un uomo anziano con i capelli grigi, che disse a Wang che gli sarebbe piaciuto allenarsi con lui, aggiungendo che aveva l’intenzione di imparare la forma l’uno dall’altro, non importava chi avrebbe vinto. Wang, avvertendo un tono strano nella voce di quell’uomo, lo guardò. Anche se non era giovane, quell’uomo aveva sembrava forte e molto sicuro di sè. Nonostante il caldo, l’uomo portava guanti bianchi di lana. Wang gli chiese il suo nome, ma l’uomo si limitò a sorridere, carezzandosi la barba. Wang accettò l’incontro. L’uomo si fece più vicino, e fece dei passi più veloci, attaccando con gli artigli dell’aquila. Ma Wang si spostò sulla sinistra, e con il braccio destro spostò l’attaccante da dietro, così questi perse l’equilibrio e cadde su un albero. Ma egli attaccò immediatamente di nuovo con una serie di pugni sul viso di Wang. Wang aveva gli avambracci sotto le braccia dell’attaccante, cosicché quando le braccia entrarono in contatto, Wang scosse appena il proprio corpo e l’uomo venne gettato lontano e in alto sul pavimento. Quando l’uomo cadde, Wang immediatamente si avvicinò per aiutarlo a rialzarsi. L’uomo cominciò a piangere, dicendo che tutto quello che aveva imparato in vita sua era inutile. Si tolse I guanti e mostrò le mani, con le nocche coperte da grossi calli. Venne fuori che quell’uomo era un famoso esperto dello stile degli artigli dell’aquila, si chiamava Wang, ed era conosciuto come Wang Artigli di Ferro. Alla fine l’uomo disse che anche se aveva perso il combattimento, avrebbe comunque dimostrato qualcosa di quel che sapeva fare. Andò verso un tronco d’albero, e con un leggero movimento delle dita di tutte e due le mani strappò grossi pezzi di corteccia. Poi si fece strada tra la folla degli spettatori e se ne andò.
Negli anni ’40 Wang era sempre più attento ad insegnare esercizi riguardanti la salute. Nel 1947 il gruppo salute, che praticava nel tempio degli Antenati (che attualmente è il Palazzo della Cultura dei Lavoratori) era di circa 100 membri. Per la maggior parte delle persone, gli esercizi di zhan zhuang, così caratteristici dello yiquan, erano qualcosa di nuovo. Non comprendendo cosa stesse portando avanti, molti commentarono: "Perché se ne stanno in piedi fermi in questo modo? Che il loro insegnante li abbia ipnotizzati!?" Ma vedendo che sempre più persone partecipavano, molti conclusero che qualcosa doveva pur esserci e si unirono al gruppo. Molti di loro erano in grado curare alcune malattie che non avrebbero potuto essere trattate in altra maniera. L’efficacia terapeutica e la mancanza di effetti collaterali di questi esercizi fu in seguito provata scientificamente.
Potete leggere anche i capitoli sulla Storia dello Yiquan e metodi di allenamento.