L’Yi Quan fu fondato da Wang Xiangzhai (1885-1963) uno dei più grandi Maestri delle arti marziali cinesi nel 20° secolo: Quando era ragazzo, imparò il Xing Yi Quan (Hsng-i- Ch’una) dal famoso Guo Yunshen. Nei suoi viaggi per tutta la Cina incontrò maestri di vari stili di Kung Fu (Wushu), confrontando con essi la propria abilità e scambiando le rispettive esperienze. Oltre al Xing Yiquan/Xin Yiquan, egli fu particolarmente influenzato da Bagua Zhang ) (Pakua Chang), Taiji Quan (T’ai Chi Ch’uan) e Baihe Quan (Pak Hok Kuen). I successivi sviluppi dell’Yi Quan furono influenzati anche dai contatti avuti da Wang Xiangzhai e dai suoi allievi con rappresentanti della Boxe occidentale.
Dopo anni di allenamento e il consolidamento di una grande esperienza, egli arrivò alla conclusione che il Xing Yi Quan era troppo spesso insegnato in modo sbagliato, con il risultato che gli studenti non si concentravano sull’essenza dell’arte. Si ripropose allora di ritornare alle radici, all’originale semplicità del sistema. Fu così che Wang Xiang Zhai cambiò il nome Xing Yi Quan in Yi Quan (uno dei nomi dell’arte che erano usati precedentemente), togliendo la parte “Xing” (forma) in opposizione all’eccessiva attenzione posta sulla “forma esteriore” a scapito dell’”essenza”. Yi significa mente, idea, intenzione, volontà; Quan significa pugno (arte del combattimento). Il nome di quest’arte indica che l’accento è posto sull’attività mentale durante l’allenamento. Wang Xiang Zhai e i suoi allievi sperimentarono l’efficacia di questo metodo attraverso numerose sfide.
Negli anni successivi Wang Xiang Zhai continuò a sviluppare e a migliorare il suo sistema. In seguito all’impatto con la cultura e la scienza occidentali, i concetti tradizionali furono reinterpretati e i metodi modificati. Questo lavoro fu continuato dal suo successore, Yao Zongxun (1917-1985).
Attualmente, uno dei più grandi esperti di Yi quan è Yao Chengguang, figlio di Yao Zongxun.
Egli è presidente dell’Associazione di ricerca sull’Yi Quan di Pechino e direttore della Zongxun Wuguan, scuola di Yi Quan a Pechino. La nostra Associazione Italiana di Yi Quan di ispira agli insegnamenti del M° Yao Chengguang.
Gli studenti di Wang Xiang Zhai, affascinati dal suo sistema e dai risultati della pratica, suggerirono di cambiare il nome in Dacheng Quan (Boxe del grande compimento). A Wang Xiang Zhai non piacque questo nome perché faceva pensare ad un sistema perfetto, mentre egli riteneva che non ci fosse limite allo sviluppo della scienza marziale. Per questo motivo, nonostante alcuni usino ancora il nome Dacheng Quan, nella nostra linea di trasmissione preferiamo il termine Yi Quan.
L’Yi Quan respinge sia la pratica del “Taolu” (la forma, cioè un insieme di movimenti strettamente predeterminati) sia la concezione dell’arte marziale come un complesso di tecniche stabilite. Al contrario, l’Yi Quan propone un sistema davvero unico di metodi di allenamento e di concetti profondamente radicati nella tradizione cinese, ispirati dalla filosofia buddista e taoista ma al contempo molto moderni e scientifici. Esso è basato sul lavoro di incremento della percezione che ognuno ha del corpo, del movimento e della forza (energia). Fin dall’inizio, il praticante di Yi Quan si concentra sullo sviluppo della perfetta coordinazione tra mente e corpo, cercando di trovare la via migliore all’uso del naturale potenziale umano.
I più importanti metodi di allenamento dell’Yi Quan sono:
Zhan Zhuang
Sono esercizi relativamente statici che permettono, grazie alla semplicità della forma, di concentrarsi completamente su una coordinazione sottile e di incrementare la percezione della forza che si sta usando.
Shi li
Sono esercizi di movimento lento, che aiutano a verificare se durante il movimento si è in grado di mantenere ancora il tipo di sensazione sviluppato in zhan zhuang.
Moca bu
Sono passi praticati nello stesso modo dello shi li, sono cioè uno shi li fatto con le gambe. Gradualmente, si arrivare ad unire i movimenti di shi li con i passi moca bu, partendo dalla ripetizione di singoli movimenti fino a collegarli in ordine libero, sempre mutevole. Ad un livello più alto, ci si muoverà in modo completamente libero, pur continuando a percepire le sensazioni e ad usare i principi precedenti.
Fa li
Si tratta di esercizi dinamici, nei quali si emette la forza in modo esplosivo, grazie alla pratica di zhan zhuang e shi li. Con fa li si impara ad emettere la forza con ogni parte del corpo ( ad esempio, con i palmi delle mani, gli avambracci, i gomiti, le spalle, la testa, i fianchi, le ginocchia, i piedi), in varie direzioni e ad ogni istante del movimento.
Un’altra parte del programma è l’allenamento con un partner:
Tui Shou
Letteralmente significa “Mani che spingono”. Nella versione più elementare, è una sorta di shi li con un partner. Oltre alla coscienza del proprio corpo e della propria forza, occorre percepire e capire la relazione tra tale coscienza e quella del compagno. Gli esercizi sono eseguiti lentamente, con la mente focalizzata su di essi. In seguito, si studiano modi diversi di emettere la forza nella spinta di mani, sia colpendo che sbilanciando l’avversario. Il passo successivo è la pratica del tui shou libero, che è una sorta di sparring in cui si cerca di sbilanciare l’altro spingendolo via o gettandolo a terra. Poiché il tui shou è un ponte tra l’allenamento di base e il combattimento libero, viene praticata anche una versione nella quale sono permessi colpi leggeri.
San Shou
E’ l’allenamento al combattimento libero. Si imparano semplici principi di base che possono essere usati a seconda dell’evolversi delle situazioni. Non si tratta di imparare una gran quantità di tecniche complicate; quando si inizia san shou, si dovrebbe aver acquisito già delle capacità sviluppate tramite l’allenamento di base e il tui shou. Solo allora si può incrementare questa abilità di usare il corpo in situazioni di combattimento. Si usano vari tipi di sparring, dai più limitati a quelli con regole ridotte al minimo (ma sempre con l’uso delle protezioni).
Ci sono anche esercizi di respiro dinamico (Shi sheng), esercizi per gli occhi , l’uso di guanti da passata e sacchi, esercizi con il bastone ecc. Il sistema di allenamento di base dell’Yi Quan è estremamente olistico. Non c’è alcun metodo separato o attenzione specifica per sviluppare particolari capacità fisiche, ma ognuno degli esercizi apporta molti benefici. L’idea di fondo della pratica è lavorare con la percezione della forza/energia e l’abilità di usarla. Sebbene gli esercizi di base dell’Yi Quan siano così diversi dalle forme di allenamento tradizionali, essi possono sviluppare forza, capacità di resistenza, velocità, agilità, reazione veloce ecc. Ma metodi tipici dell’allenamento atletico possono essere usati in modo complementare, a seconda delle necessità.
Una perla tra i metodi dell’Yi Quan è la danza Jianwu. E’ una sintesi dello shi li e del fa li liberi a livello avanzato, dove tutte le conoscenze e le capacità di un praticante esperto dovrebbero trovare espressione.
Vi invitiamo a leggere anche i capitoli sulla Storia dell’Yi Quan, i Metodi di allenamento, gli Aneddoti sul fondatore dell’Yi Quan e le informazioni generali sul Kung-Fu/Wushu.
L’Yi Quan può essere appreso partecipando a lezioni e seminari organizzati dall’Associazione Italiana Yi Quan.